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Il labirinto di Ermete con Ezio Albrile

Il «conoscere se stessi» è un imperativo della contemporaneità: abbiamo bisogno di ricette tranquillizzanti che restituiscano i nomi alle cose, che disattivino i dispositivi narcotizzanti del potere di turno. Proprio per ritrovare un uso incontaminato delle cose, a migliaia riscoprono l’Oriente dimenticando l’Occidente, verso le profondità dello spirito, ignorando le radici di una cultura. L’Oriente è un anestetico contemplativo, così come il rapporto con il Maestro, anche se si deve ucciderlo. Si tenta l’abolizione dei confini tra veglia e sogno, cielo e terra, uomini e dèi. Il mondo non è solo un teatro, con il nostro io che recita se stesso. Molto di più, è una individualità multipla che non riconosce più se stessa. In 1984, Orwell racconta l’invenzione di una lingua semplificante, utile al potere per ridurre la capacità di espressione della gente. Se uno non sa dire il proprio disagio, non saprà neanche conoscerlo. I twitter della modernità preparano questo nuovo idioma. Il paradosso della stupidità è questo: credere di sapere come stanno le cose, pur di venire a patti con un mondo complesso, rimuovendo la ricchezza che non vogliamo più riconoscere. In tempi non sospetti, fedi «misteriche» come l’ermetismo o lo gnosticismo hanno tentato di dare all’uomo una possibilità per liberarsi da tutto questo. Vogliamo vedere ciò che ci circonda per quello che è, uno spazio intermedio che chiamiamo realtà ma che di fatto è un inganno.

Michele Leone presenta

Michele Leone presenta " Viaggio tra le Confraternite enogastronomiche d’Italia"

Presentazione di Viaggio tra le Confraternite enogastronomiche d’Italia, presso la Libreria Arethusa.

Perché presentare Viaggio tra le confraternite enogastronomiche d’Italia nella prima libreria esoterica d’Italia? La risposta è semplice e duplice. Il primo motivo è perché Igor, il titolare della Libreria Arethusa mi ha invitato. Il secondo motivo è perché in qualche modo questo libro ha a che fare con il mondo così detto esoterico.

Ti riporto uno degli episodi vicini a questo mondo narrati nel libro:

A Vicoforte nella prima metà del seicento c’era un prete, Giovanni Gandolfo, forse un cistercense, che si occupava di astronomia, astrologia e altre cose occulte. con lui si dice intrattenesse strani commerci una donna di Mondovì il cui nome si è perso, tutti la ricordano come la druida. A questa donna sono attribuite le peggiori nefandezze, ma anche cose buone. Non fare l’errore di confonderla con una masca o con una delle guaritrici che puoi ancora incontrare nelle nostre campagne. si dice che la druida fosse a conoscenza di antichi e arcani sortilegi, fosse in grado di preparare pozioni con le erbe e anche infliggere del male alle persone attraverso certe statuette che preparava lei stessa. Dicono che la druida era di una bellezza sovrumana, e che tanta bellezza era opera di un incantesimo. era anche esperta di veleni, forse più di Lucrezia Borgia, e uno dei suoi preparati più potenti era un venefico infuso. La druida irretiva con le sue arti di ammaliatrice un giovane contadino della valle e quando questo era completamente in balia del suo fascino lo rinchiudeva in un sacco pieno di serpi velenose. morto il povero cristo, estraeva il suo sangue, lo univa ad alcune erbe medicinali e creava il farmaco, che andava diluito nel vino o in una minestra calda da far bere o mangiare a chi si voleva far morire tra atroci spasmi e mandare direttamente all’inferno. Il povero Gandolfo pubblicò delle profezie in cui annunciava la morte di Carlo Emanuele ii e di parte della corte, tra cui quella per assassinio della “madama reale”. Di lì a poco venne arrestato e processato, e durante i vari interrogatori fece i nomi di alcuni reali o presunti complici dei possibili attentati a casa Savoia tra cui quello della druida. ma di questa era sparita ogni traccia, qualcuno vuole che fosse fuggita in Francia. Si dice che la druida sia scappata lasciando sepolti nel quartiere Piazza di Mondovì dei forzieri pieni d’oro e di gioielli, ma sino a oggi nessuno è riuscito a trovarli.

Questa è solo una delle storie legate all’esoterismo presenti nel libro. Ci sono anche streghe, massoni, templari e molto altro in un diario di viaggio che coniuga gastronomia e mistero. Ed ecco perché la prima presentazione in libreria è presso la libreria Arethusa; ci potrebbe essere un terzo motivo, ma non tutti i misteri posso essere svelati.

Ti aspetto giovedì 31 gennaio 2019 alle 18.00 alla libreria Arethusa di Torino in via Giolitti 18.

Torno in Cucina, a presto

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